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Premessa

Il Decreto Crescita post conversione in legge è intervenuto in materia di detrazioni per interventi di Ecobonus e Sismabonus prevedendo la possibilità, per il soggetto che sostiene la spesa per gli interventi citati, di ricevere, in luogo della detrazione, un contributo anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante.

Il fornitore dell’intervento ha, a sua volta, la facoltà di cedere il credito di imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. È esclusa, in ogni caso, la possibilità di cessione ad istituti di credito e a intermediari finanziari.

Le regole attuative

Con il Provvedimento n. 660057/E del 31 luglio 2019 sono stati individuati le modalità e i termini per consentire ai soggetti beneficiari delle suddette detrazioni – d’intesa con il fornitore – di comunicare all’Agenzia delle Entrate l’esercizio dell’opzione per usufruire dello sconto, in luogo della detrazione.

 

Le novità del Decreto Crescita

Il riconoscimento dello sconto diretto in fattura, pari alla detrazione Ecobonus e Sismabonus, spettante per i lavori effettuati su immobili abitativi e non, passa innanzitutto dal consenso del fornitore dei lavori il quale non è obbligato ad avallare la richiesta in favore del committente dei lavori. Ottenuto lo sconto, l’Agenzia delle Entrate deve essere informata circa l’esercizio dell’opzione.

La procedura di comunicazione all’Agenzia delle Entrate dell’esercizio dell’opzione per usufruire dello sconto in luogo della detrazione, si differenzia a secondo se i lavori sono stati effettuati su singole unità immobiliari o su parti comuni condominiali.

La procedura operativa (contribuente)

Lavori effettuati sulle singole unità abitative

L’esercizio dell’opzione deve essere comunicato, dal soggetto a cui spetta la detrazione all’Agenzia delle Entrate, a pena d’inefficacia, utilizzando le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia. In attesa di conferme ufficiali, la comunicazione avverrà effettuando l’accesso a Fisconline tramite il percorso “la mia scrivania”. In alternativa alla modalità appena individuata, la comunicazione può essere inviata per il tramite degli uffici dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando il modulo allegato al provvedimento sopra citato.

Il modulo, può essere inviato ai predetti uffici anche tramite posta elettronica certificata, debitamente sottoscritto dal soggetto che ha esercitato l’opzione, unitamente al relativo documento d’identità.

La comunicazione all’Agenzia delle entrate

Come

Tramite Fisconline o presentando l’apposito modello di comunicazione agli uffici territoriali dell’Agenzia o inviandolo tramite PEC.

Da quando?

A decorrere dal 16 ottobre 2019

Termine di effettuazione  

Entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese che danno diritto alle detrazioni.

Lavori sulle parti comuni condominiali

Per gli interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici condominiali, la comunicazione dell’opzione è effettuata dall’amministratore di condominio, mediante il flusso informativo utilizzato per trasmettere i dati necessari alla predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata.

L’esercizio dell’opzione è comunicato all’Agenzia delle Entrate, a pena d’inefficacia, entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese che danno diritto alle detrazioni.

La procedura operativa di cui sopra coinvolge, altresì, il fornitore che ha applicato lo sconto in fattura.

OSSERVA – L’importo dello sconto praticato non riduce l’imponibile ai fini IVA ed è espressamente indicato nella fattura emessa a fronte degli interventi effettuati quale sconto praticato in applicazione delle previsioni dell’articolo 10 del Decreto-Legge 30 aprile 2019, n. 34.

La procedura operativa (fornitore)

Conferma dello sconto in fattura

Il fornitore deve preventivamente confermare l’esercizio dell’opzione (per lo sconto diretto in fattura) da parte del soggetto avente diritto alla detrazione utilizzando le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate (in attesa di conferme ufficiali potrebbe essere utilizzata la piattaforma “cessione crediti”).

Accettazione del credito ed eventuale cessione

In alternativa all’utilizzo in compensazione, il fornitore può cedere il credito d’imposta pari allo sconto applicato in fattura, ai propri fornitori anche indiretti di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi.

RICORDA – È in ogni caso esclusa la cessione agli istituti di credito e intermediari finanziari, nonché alle amministrazioni pubbliche di cui al Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Il fornitore originario, previa iniziale attestazione dell’effettuazione dello sconto, è tenuto ad effettuare la comunicazione della cessione tramite le apposite funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Il cessionario del credito, ossia colui che lo riceve dal fornitore originario, può utilizzarlo in compensazione alle medesime condizioni applicabili al cedente, dopo l’accettazione della cessione.

Utilizzo del credito fiscale pari allo sconto applicato in fattura

L’utilizzo del credito in compensazione (F24 Entratel/fisconline) può avvenire  in cinque quote annuali di pari importo, senza l’applicazione dei limiti di compensabilità, ovvero senza l’applicazione del limite generale di compensabilità di crediti di imposta e contributi (articolo 34 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388) pari a 700.000 euro, né del limite di 250.000 euro applicabile ai crediti di imposta agevolativi da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi (all’articolo 1, comma 53, della Legge 24 dicembre 2007, n. 244). La quota di credito che non è utilizzata nell’anno può essere utilizzata negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.

 

Scheda pratica

Vediamo a livello operativo quelli che sono gli effetti legati alle novità introdotte dal D.L. Crescita.

Caso n° 1

Importo dello sconto

Lo sconto praticato dal venditore è pari alla detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica e di riduzione del rischio sismico, di cui agli articoli 14 e 16 del Decreto-Legge 4 giugno 2013, n. 63, nella misura e alle condizioni ivi indicate, in base alle spese sostenute entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento.

ESEMPIO

Si supponga che un contribuente si è rivolto ad un’impresa per la sostituzione delle finestre comprensive di infissi sostenendo una spesa pari a 20.000 €.

Nel caso specifico la detrazione spettante è così calcolata:

Spese sostenuta

€ 20.000

Percentuale di detraibilità

50%

Detrazione spettante

€ 10.000

Lo sconto richiedibile è pari alla detrazione spettante ossia 10.000 €

 

Caso n° 2

Il consenso del fornitore

Il fornitore non ha alcun obbligo di accettare la richiesta del contribuente; è dunque consigliato di pattuire tale alternativa di pagamento prima dell’esecuzione dei lavori; in tal modo si avrà la possibilità di rivolgersi ad un’ulteriore ditta per l’esecuzione dei lavori.

 

Caso n° 3

 La compilazione del modello di comunicazione se si effettuano più interventi

Nella sezione “Tipologia di intervento” deve essere indicato l’intervento di efficienza energetica o rischio sismico effettuato dal soggetto richiedente. Nelle istruzioni che accompagnano il modello di comunicazione viene specificato che è possibile barrare una sola casella.

Se il contribuente ha effettuato, nello stesso anno, tipologie diverse di interventi tra quelli indicati nel modello e ha effettuato l’opzione per ciascun intervento, deve compilare un modello per ogni intervento effettuato. L’opzione per il contributo sotto forma di sconto è esercitabile per tutti gli interventi indicati nel modello, tranne che per quelli di cui al punto 11 (vedi riproduzione grafica sopra riportata).